Fabbriche più competitive, quando è meglio aggiornare che delocalizzare
Un’analisi del BCG Institute indica che un ridisegno dei processi manifatturieri con AI e sistemi agentici può incrementare la produttività fino al 60%
Soprattutto in certi comparti industriali, riprogettare interi processi e workflow di produzione implementando sistemi agentici, intelligenza artificiale (AI) e potenza computazionale può essere più conveniente che delocalizzare l’attività. Lo indica uno studio del BCG Institute, l’istituto di ricerca di Boston Consulting Group (BCG), secondo cui in tutti i settori, gli impianti di produzione basati sull’intelligenza artificiale stanno modificando i costi di conversione e consentendo un aumento della produttività fino al 60%. A fronte di queste opportunità di miglioramento, aggiunge BCG, vi sono però circa 1.031 miliardi di dollari ($1.03 trillion) di valore del settore manifatturiero che, in assenza di interventi, rischiano di essere delocalizzati fuori dall’Europa occidentale e dai paesi nordici, mentre altri 440 miliardi di dollari sono a rischio negli Stati Uniti. Questi risultati emergono da un’analisi quantitativa, e sono stati combinati con un sondaggio globale condotto su mille produttori.
Tre elementi chiave d’innovazione
Le innovazioni tecnologiche che rendono possibili i suddetti incrementi di produttività vengono individuate in tre elementi nodali. Il primo è l’ascesa dei sistemi agentici, in quanto la moltiplicazione e diversificazione delle soluzioni agentiche sta rapidamente accelerando. E questa esplosione di souzioni disponibili sta fornendo ai produttori l’abilità di orchestare complesse riprogettazioni end-to-end dei sistemi di produzione secondo modalità che in precedenza erano fuori portata.
Il secondo elemento è la raggiunta maturità della AI fisica (physical AI) e virtuale (virtual AI), che sono arrivate a un punto di svolta. Grazie al supporto dei modelli di fondazione (foundation models) e al progressivo ridursi del divario tra simulazione e realtà, l’AI fisica ha ridotto del 70% i tempi di addestramento dei robot, ampliando al contempo del 50% le attività automatizzabili. L’IA virtuale, dal canto suo, è ora implementata su larga scala nelle operazioni di fabbrica, consentendo il controllo autonomo delle macchine, la manutenzione predittiva e la pianificazione intelligente della produzione.
Il terzo elemento è l’espansione della potenza di calcolo. L'aumento di mille volte della potenza di calcolo registrato nell'ultimo decennio amplia notevolmente la capacità di eseguire analisi avanzate, simulazioni e modelli di intelligenza artificiale su larga scala e a costi inferiori, rendendo economicamente fattibile la riprogettazione della produzione a livello di sistema.